La crioconservazione consiste nel congelamento e nel deposito a basse temperature (-196°C) utilizzando azoto liquido. In queste condizioni le cellule mantengono per lungo tempo inalterate le loro possibilità di sopravvivenza e la loro funzionalità. Mediante tecniche specifiche di crioconservazione, variabile a seconda del tessuto da crioconservare, i nostri Istituti possono offrire la crioconservazione dei seguenti tessuti:
· spermatozoi da eiaculato o da prelievo testicolare
· ovociti non fertilizzati
· ovociti fertilizzati in stadio 2 PN
· embrioni dal giorno 2 al giorno 6
· tessuto ovarcio (ad esempio asportato da pazienti in terapia antitumorale)
1. Crioconservazione spermatica
Gli spermatozoi possono derivare da una eiaculazione spontanea o da un prelievo dai testicoli o dagli epididimi. Questi spermatozoi possono essere congelati e conservati per successive terapie sia mediante inseminazione intrauterina sia con tecniche FIVET o ICSI. Si possono utilizzare anche in caso in cui il paziente abbia problemi a pianificare le terapie di fecondazione assistita.
In caso di pazienti tumorali è assolutamente consigliato depositare e crioconservare spermatozoi prima di una chemioterapia o di una radioterapia che potrebbe compromettere la loro capacità riproduttiva.
Studi hanno dimostrato che una conservazione fino a 30 anni degli spermatozoi non ne altera la qualità.
Si possono utilizzare spermatozoi crioconservati anche per mantenere una potenziale riserva riproduttiva nel caso di sterilizzazione maschile volontaria. Si possono inoltre crioconservare spermatozoi destinati alla donazione spermatica. La crioconservazione spermatica di spermatozoi di donatore permette di eseguire test infettivologici ripetuti prima dell’utilizzo dello sperma stesso.
2. Crioconservazione ovocitaria
a. In alcuni paesi (ad esempio in Italia) è consentita solo la crioconservazione di ovociti non fertilizzati, non potendo fertilizzare più di 3 ovociti freschi per ciclo. Gli ovociti crioconservati, pur presentando un indice di gravidanza ridotto, possono costituire una riserva per ulteriori tentativi di fecondazione assistita.
b. La crioconservazione ovocitaria può anche essere presa in considerazione qualora la paziente decidesse di procrastinare in una età più avanza la gravidanza e decidesse di utilizzare ovociti crioconservati in un’età molto più giovane e gravati da un minor indice di malformazioni fetali.
I risultati per quanto riguarda gli indici di gravidanza sono peraltro sensibilmente maggiori utilizzando ovociti non congelati.
3. Crioconservazione di ovociti fertilizzati in stadio 2PN
La crioconservazione di ovociti fertilizzati porta risultati maggiori. E’ una strada obbligata per quei paesi dove è possibile la fertilizzazione di tutti gli ovociti prelevati, ma è consentita l’ulteriore coltura di un numero limitato di embrioni.
Presenta risultati maggiori che la crioconservazione di ovociti non fertilizzati.
4. Crioconservazione embrionaria
Crioconservazione di embrioni in ogni stadio del loro sviluppo tra il giorno 2 ed il giorno 6. In alcuni dei nostri Istituti, dove la normativa lo consente, è possibile la crioconservazione embrionaria in ogni stadio di sviluppo sia con le tecniche di raffreddamento lento sia con le tecniche di vitrificazione.
La crioconservazione permette di utilizzare gli embrioni per ulteriori cicli senza i rischi ed i costi di una nuova stimolazione ormonale
5. Crioconservazione di tessuto ovario
Se si prevede che una malattia o una terapia possano portare ad una distruzione del tessuto ovarico con compromissione delle possibilita´ procreative si puo´conservare, oltre agli ovociti, anche tessuto ovarico.
Prof. Univ. Dott. H. Zech